Riuscirà Batman a salvarci dagli evasori fiscali?

di Alessia Giannoni

Finalmente sconfitti i nemici di Gotham City, Batman, Gordon e Blake si trasferiscono a Roma. La poca criminalità della capitale sembra risultare piacevole a Gordon che, assunto come commissario alla Stazione di Polizia 7° Tuscolano (con contratto co&co&co), non più ligio alle regole e meno combattivo, riesce bene ad adattarsi al nuovo stile di vita. Blake risulta combattuto tra la voglia di giustizia e l’adattamento ai nuovi “costumi”. Batman esige giustizia. A tutti i costi. Lo vedremo allora districarsi tra bolli scaduti, prostituzione, lobby politica e terapie psicologiche per il controllo della rabbia.

Semplice ma efficace, la trama della web series Inside Batman mira a sottolineare il malcostume italiano usando uno dei supereroi più oscuri di sempre. La principale idea dei creatori Antonio Micali e Giovanni Pignatelli era proprio “voler mettere in scena un racconto che non fosse solo una parodia (per quello bastava una normalissima sketch comedy), ma che fosse anche uno strumento di critica sociale, di satira. La “ri-caratterizzazione” dei personaggi era senza dubbio una strada che aiutava molto in questo. L’unico modo per esaltare appieno le linee d’ombra del nostro paese era quello di creare due modelli: quello della giustizia assoluta e cieca da una parte e per contrasto quello dell’ingiustizia”.

Motivo per il quale nella serie vediamo un Gordon (sempre stato delineato come perfetto padre di famiglia, ligio al dovere e dedito alla lotta contro il crimine) diventare un classico esempio di lavoratore inetto, che non solo si assoggetta alla corruzione della società, ma ne diventa anche parte non rispettando a pieno i suoi doveri; e dall’altro lato, Batman che, ossessionato dalla lotta alla malavita, si adatterà a tutto per riuscire a placare questo suo bisogno. Una totale inversione di rotta rispetto alla classica storia dove Gordon rappresentava il bene totale e Batman l’oscurità al servizio del bene.

Interessante caratteristica di questa serie è il fatto di essere stata girata in stile mockumentary – le principali serie tv di successo girate in stile di falso documentario sono Modern Family e The Office. Decisione ragionata, come gli stessi creatori affermano : «La scelta del mockumentary è arrivata attraverso un processo di esclusione. La prima idea di Inside Batman era Il mio amico Batman, una sketch comedy. Girammo pure un pilota ma il risultato non fu soddisfacente. Parlando quindi si pensò di raccontare la storia mettendo in scena qualcosa di diverso, poco visto sul web, ma poco visto anche in tv. In più questa particolare messa in scena rendeva ancora più paradossale l’immagine di un Batman che lascia Gotham per andare a vivere a Roma. E’ proprio la decontestualizzazione e la sensazione che quello che vedi possa sembrare reale a suscitare ilarità».

Satira e comicità si uniscono creando una web series da 5 puntate, che sono state postate su Youtube  o sulla pagina Facebook  di Inside Batman ogni due settimane. L’unico interrogativo che ci resta è: ce la farà Batman a sistemare una volta per tutte i classici “furbetti”? Per avere una risposta non ci resta che guardare la prima stagione e sperare in una quasi certa seconda: «Stiamo già pensando a un gancio che ci permetta di continuare con le avventure di Batman a Roma senza diventare monotoni, banali e ripetitivi».

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2 thoughts on “Riuscirà Batman a salvarci dagli evasori fiscali?

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