In tempo reale

di Claudio Marra

Domenica scorsa, grazie a My Sky, la tragedia sembrava evitata. Costretto, per obblighi familiari, a partecipare a un megapranzo di prima comunione rischiavo di perdere la diretta di Bologna-Genoa (ore 15 stadio Dallara) ultima di campionato. È vero che si trattava di partita ormai inutile per la classifica (il Bologna felicemente salvo da qualche domenica e il Genoa da quella precedente), ma si sa, il tifo non è fatto di razionalità bensì di amore e l’amore, come si dice, è cieco (almeno nel calcio!). Quella partita bisognava assolutamente vederla, se non altro perché poi di campionato se ne riparlerà a fine Agosto e dunque l’astinenza sarà dura, molto dura.

Programmo dunque il decoder per registrare la partita e predispongo le cose in modo da ritrovarmi di fronte allo schermo come se fossi in diretta. Avviso tutti coloro che sono a pranzo di non dirmi il risultato (precauzione questa in effetti inutile perché nessuno degli invitati sa con chi gioca il Bologna e nemmeno che è l’ultima di campionato!). Spengo il telefono per non ricevere da qualche amico un WhatsApp con commenti o imprecazioni. Cerco di allungare il più possibile il rientro (cosa molto apprezzata dai parenti che per altro non comprendono questa mia improvvisa disponibilità al convivio) perché, svolgendosi il pranzo verso Sasso Marconi, tornando a casa sarei stato costretto a transitare in zona stadio e dunque temevo di vedere i tifosi che a fine partita magari sventolavano le bandiere facendomi capire il risultato.

Insomma alle 18,30 sono davanti allo schermo come se fossero le 15. Faccio partire la registrazione come se tutto fosse in diretta e mi vedo anche il pre-partita con le telecamere negli spogliatoi (un’esclusiva Sky!). Già qui però comincio ad avvertire che c’è qualcosa che non va. Certo, sono coinvolto, ma non come se effettivamente fossero le 15. Non c’è la stessa emozione di tutte le altre domeniche. Provo una strana sensazione di sfasatura, eppure tutto è predisposto come se fossi in diretta. Purtroppo però mentalmente so che tutto ciò che sto vedendo in effetti è già accaduto, e questo evidente basta per non farmi palpitare come le altre volte. Strepitosa rovesciata di Kone fuori di poco…bella parata di Stojanovic su punizione di Borriello…traversa ancora di Kone…niente, o meglio, sì mi diverto, ma non come se, non come le altre volte. Mi manca la sensazione di essere effettivamente in “tempo reale”, capisco, per esperienza diretta, che il tempo stesso, più che uno stato fisico, è una condizione mentale, quella che mi fa pensare che tutto che sto vedendo è già avvenuto e le che dunque le emozioni sono virtuali, appartengono alla “società dello spettacolo” e non alla realtà.

Follia incomprensibile della memoria: mentre continuo a vedere la partita, mi viene in mente, non so come, una tesina fatta da studente per l’esame di Estetica. Cerco nel casino della mia libreria e riprendo in  mano il testo che allora mi era servito: Opera aperta di Umberto Eco, scritto nel 1962 e da me scoperto nel DAMS degli anni Settanta! Riapro quel libro veramente dopo molti anni. Che nostalgia! Ci sono le sottolineature in blu e rosso di allora e leggo: “Ogni mezzo di comunicazione ha il suo spazio e il suo tempo”. E ancora: “…da quel particolarissimo tipo di comunicazione che è esclusivo del mezzo televisivo: la ripresa diretta di avvenimenti”. Chissà che cavolo avevo scritto in quella tesina che non ho più ritrovato, ma in effetti mi sembra di capire solo ora, sulla mia pelle, cosa effettivamente significhi che ogni mezzo di comunicazione ha il suo spazio e il suo tempo. Anche l’idea, sostenuta da Eco, che lo specifico della televisione fosse la ripresa diretta, idea che allora non mi aveva certo sconvolto, improvvisamente mi pare una verità filosofica straordinaria, da tenere in grande conto, densa di conseguenze devastanti…! Studi, leggi, e le cose ti rimangono dentro, nascoste da qualche parte, poi improvvisamente riemergono collegando miracolosamente il DAMS degli anni Settanta con una straordinaria rovesciata di Pangiotis Kone del 2013.

Dello stesso autore: 
Era il 1968

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4 thoughts on “In tempo reale

  1. …io però ho cambiato i biglietti del treno e partirò lunedì da Roma alle 7:30 (manco “c’è un treno che parte alle sette e quaranta”) in tempo per l’esame di Istituzioni alle 10, tutto per essere domenica alle 18 davanti alla Tv, ma a Roma, per seguire il derby con la lazzie su suolo capitolino con i miei fratelli.

    il derby non si riloca.

  2. … e il riferimento a”tarallucci e a vino”, pure ai mandolini magare. Esempio di “virtù” italiane, di semiotìca applicata alla scoperta dell’acqua calda.

  3. Pingback: Al calcio reality preferisco le partite alla radio | Fuori Corso

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