Clio MakeUp: Real o Irreal Time?

di Giulia Zen

Di Clio Make-Up se ne è (stra)parlato, dal fenomeno del Web alla stella di Real Time.
Per i pochi – forse di sesso maschile – che non ne conoscono la storia, Clio Zammatteo nasce a Belluno, studia video design a Milano e in seguito si trasferisce a New York per frequentare una scuola professionale di trucco. Nella metropoli decide di raccontare alle connazionali ciò che sta apprendendo attraverso la piattaforma YouTube, così il 7 luglio 2008 sforna il suo primo video. Inaspettatamente, raggiunge pian pian un numero altissimo di visualizzazioni, che attualmente è arrivato a nientemeno che 359146. È l’inizio della sua gloria.

Quello a cui deve la vittoria è proprio sé stessa, un carattere dallo stampo molto teatrale, aperto, spontaneo, tra faccia struccata e capelli della prima mattina. Situazioni in cui ogni donna si può riconoscere e che per la prima volta vengono rappresentate esattamente come sono. Tutorial come Capelli perfetti ogni mattina per ciompe, BB cream…per non sentirsi mai cesso e Post brufoli e macchie pelle ne sono una perfetta esemplificazione. Nessun adornamento o finzione, vince il “vero”.

Il particolare stile di insegnamento colpisce anche la casa editrice Rizzoli, che le commissiona ben due libri, Clio make-up del 2009 e Beauty Care. La cura della pelle e i cosmetici fai-da-te, del 2010.
Lo step successivo è rappresentato dal canale Real Time, che le propone il timone di un’intera trasmissione, in cui deve fare a due persone esterne semplicemente quello che applica a sé stessa nei tutorial, con il surplus di qualche consiglio di bellezza. Anche qui, il successo non tarda ad arrivare: il debutto è di lunedì 6 febbraio 2012, giorno in cui il programma registra 429.000 telespettatori (con una permanenza di oltre il 60%) per una share del 2.3% sul totale popolazione.
Il tutto è dovuto al target prettamente femminile al quale è indirizzato non solo il programma, ma anche il canale Real Time, che grazie ai contenuti esclusivi della trasmissione della bellunese ha visto una crescita del +254% di visitatori unici. Non solo. Dal debutto della trasmissione, la stessa Clio è diventata trend topic su Twitter e i suoi fan di Facebook sono impennati a 205.850 e più di 3000 “like”.

Ora, a quasi un anno esatto dalla nascita della Clio Make-Up di Real Time (dall’ottobre 2012 è andata in onda già la seconda stagione), se da una parte il successo continua a baciare la make-up artist, dall’altra cominciano a verificarsi cambiamenti significativi sul versante dei codici linguistici. Su YouTube vince la cosiddetta “realtà”, data dal piazzamento del personaggio davanti una telecamera, con gatti e nonne che passano dietro, mamme che fanno da cavie, diverse location quotidiane – perfino camere d’albergo  – e uno stile votato alla spontaneità. Su Real Time si registra invece una sorta di rovesciamento: Clio viene piazzata in un salotto stile minimalista (chissà come lo giudicherebbe Paola Marella…), vestita di terribili abiti anni Sessanta e sottoposta ad un tempo tipico di circa venticinque minuti.

Peccato che tutte queste imposizioni finiscano per togliere al personaggio esattamente le peculiarità che l’avevano portata alla fama, prima fra tutte la simpatica logorroicità. Paradossalmente, un canale di stampo “reality” sfocia nell’irrealtà a causa di scenette preimpostate quali “Ora vediamo cosa c’è nella tua trousse” e “Ma ti ricordi com’eri prima?”. La vera Clio si trova così relegata a due battute, sempre se anche quelle non vengono tagliate.

Insomma, se le novelline mantengono alti gli ascolti su Real Time, le vecchie fan come la sottoscritta continuano a prediligere il canale Web, in cui Clio Zammatteo è libera di fuoriuscire in tutta la sua straordinarietà.
D’altra parte, non è un caso che nonostante la popolarità acquisita non dia segno di voler mollare YouTube, un contatto diretto (e non falsato) con quelle che chiama “le sue amiche”.

Da pochi giorni è cominciata la terza stagione, ridenominata Make up time con Clio (qui la promo). Speriamo che le nuove disposizioni diano un po’ di grinta e estro al programma, finora venuti tristemente a mancare. Magari la nuova serie sarà oggetto di una prossima – perché no – critica positiva. Forza Clio!

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