I Google Glasses: l’inizio di una nuova era?

di Giorgio Riso

Sembra già finita l’era dello smartphone tradizionale: l’ultima trovata di Google, infatti, è lo smartphone indossabile: stiamo parlando dei Google Glasses.

Gli occhiali di Google si basano sulla nozione di Augmented Reality: immaginiamo di sovrapporre la realtà che vediamo continuamente, fatta di cose fisiche, a una realtà virtuale. La somma delle due realtà produce una realtà aumentata. E accrescere la percezione del mondo, attraverso informazioni supplementari ricostruite virtualmente, è il suo obiettivo.

Usando un insieme di strumenti e nuove tecnologie, riusciamo ad aggiungere un certo grado di informazioni in più alla realtà che abitualmente viviamo, modificandola con l’inserimento di contenuti virtuali. Wikitude, ad esempio, è un’applicazione per smartphone e tablet che aggiunge alla realtà informazioni provenienti dai vari social network. Si tratta infatti di una piattaforma social attraverso cui possiamo condividere posizione e attività, conoscere in tempo reale cosa c’è intorno a noi, ricevendo le relative indicazioni su come arrivare a destinazione o la distanza stimata da percorrere.

Ma sei utilizzare uno smartphone o un tablet dotato di fotocamera e connessione a Internet ci dava l’impressione di vivere l’esperienza aumentata, Google ci dà la possibilità di essere autentici protagonisti di una nuova rivoluzione digitale, rendendoci dei veri e propri Explorer. Alcuni fortunati saranno selezionati mediante un contest su Twitter e G+, per avere la possibilità di testare gli occhiali connessi di Mountain View. Il concorso è aperto solo ai residenti negli USA e, con l’impegno non solo di non utilizzarli in modo errato  ( evitando possibilmente di riprendere scene di sesso), i vincitori si porteranno a casa anche un gettone di partecipazione che si aggira attorno ai 1500$.
Chi non potrà testare i Glasses di persona, si dovrà accontentare dei video dimostrativi messi a disposizione da Google.

Per attivarli basterà l’uso del comando vocale “Ok Glass” e il dispositivo sarà pronto. Gli occhiali di Google sono dotati quindi di un microfono che, ricevendo gli ordini, attiverà un menù in alto a destra nel campo visivo dell’utente.
Scattare foto, registrare video, trovare un’indicazione stradale su Google Maps, condividere tutto quello che facciamo sui social network, inviare messaggi, convertire valute e tradurre frasi in altre lingue: i Google Glass permetteranno di fare questo e molto altro attraverso la propria voce avendo, al contempo, le mani libere di svolgere altre attività. Tutto ciò che non potrà essere fatto con la voce, comunque, sarà affidato a un dispositivo correlato e touch.

E se già da adesso iniziano a comparire le prime polemiche e preoccupazioni sull’uso e l’abuso di questi nuovi occhiali virtuali, che potrebbero violare la privacy, forse significa che il prodotto tecnologico sta già facendo rumore e che a breve avremo modo di indossarlo anche noi. O almeno si spera.

Annunci

4 thoughts on “I Google Glasses: l’inizio di una nuova era?

  1. Sembra una domanda stupida, ma non lo è: e la gente che già porta gli occhiali, questi dove se li mette? Inizierà a portare le lenti a contatto? Si farà fare Google Glasses graduati? O non li comprerà proprio?
    Ecco, l’unico dubbio che ho è proprio questo, insieme al fattore estetico: se la montatura non piace? E se non si sposa bene con un viso? In fondo parliamo anche di accessori da indossare…

  2. Grandissimo Fuori Corso! Un product placement fatto benissimo Giò! Ma detto fra noi…Google ti ha regalato un paio di Glasses per questo articolo? A parte le cialtronate, la domanda di Paola è fondamentale: pure io porto gli occhiali e la “montatura” di questi prototipi non mi garba affatto. Interessante invece immaginarsi un futuro in cui le persone, camminando per strada, parleranno da soli, con i propri occhiali. Realtà aumentata o realtà “lisergizzata”?

  3. Anch’io da quattr’occhi di vecchia data mi preoccupo! Però questi problemi potrebbero diventare dei punti di forza, almeno il fattore estetico che è un ottimo “motivo di mercato”.

    Comunque va bene tutto… aspetto questo momento da quando vedevo Dragon Ball e il mitico rilevatore Oled che indossava Vegeta: un monocolo in grado di quantificare la forza e le energie dell’avversari! Qualsiasi soluzione è ben accetta: l’importante è che sia veloce (e che si abbassi presto il suo costo rispetto ai 15200 dollari offerti recentemente su ebay!)

  4. Pingback: Saving Mr. Banks: la nuova missione di Mary Poppins | Fuori Corso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...