2013 – Odissea ad Amici

di Giulia Zen

Sono passati dodici anni dalla sua prima messa in onda e non dà segni di mollare. Il programma Amici di Maria de Filippi resta saldamente ancorato al palinsesto televisivo targato Mediaset (beccatevi la pagina attuale di Wikipedia, fa letteralmente paura), anche se dei peculiari attributi che lo caratterizzavano agli esordi non è rimasto praticamente nulla.

Il programma debutta nel 2001 col nome Saranno Famosi (cambiato nell’arco di un anno per motivi di copyright legati all’omonima serie TV americana) e conquista subito gran parte del pubblico italiano. Accuse di plagio a parte (l’ultima risale proprio a novembre 2012), il motivo del successo sembra risiedere nelle particolarità del format: una scuola, una classe di alunni, diverse discipline, un solo vincitore, il tutto in modalità reality show. Tralasciando le diverse versioni introdotte di anno in anno, sulle quali non basterebbe – come direbbe Woody Allen – nemmeno il numero di battute di un trattato sull’ermeneutica, oggetto di attenzione del post di oggi è la svalutazione e tecnica e professionale di cui è stato protagonista negli ultimi anni.

Molti sono gli aspetti negativi da analizzare, procediamo dunque passo per passo. Innanzitutto, primo elemento di soffocazione è stato dato dalle restrizione delle discipline a due: danza e canto. I primi di anni di vita del format trovano la propria ragione di successo proprio nella varietà delle aree artistiche; non solo, quella che più cattura l’attenzione e sulle quali gioca maggiormente l’effetto spettacolare è proprio quella che poi è stata cancellata: la recitazione. Monologhi tratti da film e da pièces teatrali, musical e lezioni di dizione con la mitica Fioretta Mari. Il che ha causato man mano l’affermazione di una prevalenza del canto sulla danza e, di conseguenza, negli ultimi anni vincitori prevalentemente cantanti, motivo per cui l’anno scorso si è optato per l’assegnazione di due corone (una per ogni categoria). Scelta pessima, subito ritirata.

Inoltre, quello che più fa discutere ormai da parecchi anni è la perdita di “autori(ali)tà” da parte del corpo docente. Se nelle prime edizioni essi lavoravano come un’equipe di esperti, via via sono prevalse le personalità singole: il caso più esemplare è quello di Alessandra Celentano, ormai diventata il clown della trasmissione. Ad alimentare ciò sono state soprattutto le clamorose entrate nella scuola da parte di ragazzi totalmente privi di talento, sulle quali puntualmente si è divisa l’opinione degli insegnanti. Da qui è nata la formula dell’ “uno contro tutti”: uno a favore e tutti gli altri contro, o viceversa. Tutto ciò ha dato vita al teatrino delle liti furiose, delle umilianti prese in giro (ricordo le terribili foto di una giovane Celentano mostrate in diretta) e, di conseguenza, riflettori esclusivamente puntati sui docenti; gli alunni, che del format dovevano essere i protagonisti, sono quindi relegati a semplice cornice.

Altro fattore negativo è stata il disgregarsi della loro reputazione, prima fra tutti quella di Mara Maionchi. La produttrice discografica ha infatti raggiunto una notorietà nazionale grazie alla partecipazione a X-Factor, tra i cui temibili giudici si è straordinariamente distinta per simpatia e… scurrilità. Nel 2011 ha preso l’infelice scelta di passare alla concorrenza. Unico fattore positivo del passaggio è che ha dato una sferzata alla De Filippi, raccogliendo subito un enorme consenso. Fattore negativo invece è l’oscuramento del suo carattere sanguinario e, di conseguenza, del suo personaggio, a causa delle costanti polemiche generali.

Ennesimo elemento condannabile al format è la creazione di una sorta di circuito chiuso tra programma ed ex concorrenti. Non è un mistero il fatto che esso abbia influito sull’impennata di carriera di alcuni ragazzi (sui quali capeggia il trio Carta-Amoroso-Marrone), in particolare nell’ormai obbligatorio passaggio a Sanremo, sulle cui vittorie sorgono ancora molti dubbi. Ma se non ha senso soffermarsi sui modi – leciti o non – con i quali questo ha avuto luogo, sicuramente ha senso riflettere sulla scelta di fondare il proprio successo sui vincitori precedenti, ormai ospiti fissi di casa De Filippi: se nei primi anni le esibizioni delle “stelle” avvenivano prettamente per formare gli alunni, ora lo scopo è sfacciatamente commerciale: vendere i prodotti di casa propria. Il non plus ultra si è raggiunto con l’edizione corrente: quest’anno, infatti, al serale le due squadre saranno capeggiate da due cantanti, da una parte l’ormai tramontato Miguel Bosè, dall’altra nientepopodimeno che Emma Marrone! Con il prevedibile risultato che il pubblico voterà i suoi beniamini famosi e non degnerà di uno sguardo i veri concorrenti.

Ultimo riferimento è l’introduzione da quest’anno del programma La scimmia, che tenta di salvarsi dopo il flop di Italia1, ritagliandosi uno spazietto nelle puntate del sabato, con una recitazione da parte dei professori degna di Le tre rose di Eva.

Dopo questa lunga carrellata di stroncature al programma, non resta che chiedersi: ma allora, chi e perché continua ad alimentarne gli ascolti? Il chi è veramente peculiare: se nel mondo della televisione ciò che normalmente ne decreta il successo è la fidelizzazione da parte dello spettatore, in questo caso si ha una sorta di “ri-fidelizzazione”: essendo il target prettamente adolescenziale e femminile, si assiste pertanto ad un continuo ricambio generazionale. Non a caso, dalla mia generazione (1990) che se l’è beccato in piena giovinezza in poi, tutti sono stati anche brevemente “amicizzati”. Basterebbe uno strumento scientifico che analizzi le urla che partono appena esce un pettorale maschile, e questa prevalenza adolescenziale verrebbe confermata.

Per quanto riguarda gli ascolti, faccio riferimento a due elementi che si oppongono: da una parte, c’è il record della prima puntata della dodicesima edizione, andata in onda il 24 novembre 2012, che ha registrato 3 milioni e 98 mila spettatori con una percentuale di 19.77% di share; dall’altra, anche se apparentemente fuori tema, c’è la vittoria  di Mengoni a Sanremo: per la prima volta in quattro anni, nessuno degli ex Amici è riuscito arrivare in finale, lasciando il podio alla concorrente X-Factor, da cui Mengoni proviene. Che sia la strada verso un progressivo offuscarsi del programma di Amici o un calo temporaneo dovuto all’aura di Sanremo? Staremo a vedere.

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