Touch: non sempre adattarsi porta alla sopravvivenza

di Mario Palomba

In un panorama televisivo dove serial killer e apocalissi di vario genere la fanno da padrona, Touch è stata sicuramente una delle sorprese dell’anno scorso, riuscendo a conquistare un importante numero di spettatori (oltre 9 milioni) utilizzando un registro narrativo ben diverso dalle sue concorrenti. Nonostante questo successo, la seconda stagione, appena cominciata negli Stati Uniti, ha portato con sé dei cambiamenti che modificano la percezione di tutta la serie


Prodotta dalla FOX, Touch racconta le vicende di Martin Bohm (Kiefer Sutherland) e di suo figlio Jake, un undicenne autistico con la passione per la matematica attraverso la quale riesce a prevedere il futuro. Il tratto caratteristico di questa serie è la capacità di combinare azione e sentimenti, scienza e sovrannaturale, in una costante altalena di sensazioni che trascinano lo spettatore all’interno della storia. Anche la sigla gioca su questa pluralità di elementi, proponendo immagini di vita quotidiana riguardanti la natura, su cui vengono sovrapposte figure geometriche “speciali” come parabole, cerchi e spirali, per sottolineare il forte legame tra la vita e la matematica: il messaggio che gli autori vogliono trasmettere è che tutta l’umanità è unita e connessa, nel bene e nel male, anche se non ne è a conoscenza.

Per quanto riguarda il nuovo anno, invece, lo showrunner della serie, Tim Kring, ha subito annunciato tante novità che renderanno lo show  un prodotto differente da quella dell’anno scorso. Innanzitutto cambia la location, da New York City a Los Angeles, proprio per creare una netta distinzione dalla prima stagione e dare ai personaggi e alla storia un nuovo inizio. Il personaggio di Martin Bohm, inoltre, subirà una trasformazione graduale, diventando sempre più audace nei momenti di pericolo soprattutto per via dell’introduzione di un nuovo elemento: una minaccia incombente. Infatti, se nella prima stagione gli autori si erano concentrati su episodi auto conclusivi in cui Jake e il padre sembravano in balia degli eventi ma al sicuro da tutto e tutti, nella nuova stagione viene aggiunto un running plot che insidia costantemente la salvezza dei protagonisti, facendo prevalere l’elemento d’azione su quello dei sentimenti.
Anche la sigla si trasforma, con l’aggiunta di anticipazioni degli avvenimenti della serie, mentre la musica assume un ritmo più incalzante grazie all’aggiunta di una batteria, quasi a voler sottolineare l’inesorabile scorrere del tempo e l’imprevedibilità della vita.

La scelta di ricominciare da zero in questa nuova stagione, è stata sicuramente dettata dai commenti dei fan che ritenevano impossibile portare avanti una serie con questa particolare struttura, ma anche i dati d’ascolto hanno influenzato gli autori, visto l’evidente calo di spettatori negli ultimi episodi della prima stagione. Questo tentativo di risollevare la serie sembra non aver sortito l’effetto sperato: gli ascolti continuano a scendere e il 15 febbraio hanno toccato il minimo storico di 2,56 milioni di spettatori. Da questi numeri possiamo supporre che Touch si avvia a concludersi dopo sole due stagioni.

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