Club Privé: il Neorealismo comico per i GGGiovani di MTV

di Fix

…l’altra sera ho girato per sbaglio su Mtv e ho visto questa pe(e)rla di programma…
dire che siete tristi è farvi un complimento.
E un complimento lo voglio fare a tutti quelli che vi seguono: grazie a voi,
gente del genere diventa famosa.

Commento all’episodio 1 di Club Privé

Definire il pubblico giovanile di questi tempi è complesso. E lo è ancora di più se si vive in questo paese. Alcune reti non sanno proprio dove sbattere la testa per attirare un pubblico giovane. Le idee fin qui prodotte hanno portato risultati a dir poco terrificanti, o solo raramente più felici (che sono finiti male comunque). Ma non si può continuare a trasmettere I Simpson o Dragon Ball fino all’infinito. Quindi bisogna darsi da fare.

Un altro povero creativo nel tentativo di ideare un programma per GGGiovani

Alcuni canali grippano le meningi dei loro ideatori facendo proposte come queste. Altri invece fanno scelte più audaci: MTV è uno di questi.
Fin dagli anni ’90 catturava l’attenzione con la crème della crème dei videoclip e con i cartoni animati più alternativi. Poi la musica è diminuita ma il canale si è ben riconvertito. Oggi MTV propone diverse serie di docu-reality importati ed ottime versioni nostrane. Programmi che in maniera molto semplice hanno per protagonisti i giovani ed il loro mondo.
È già stata accennata la questione di uno di questi programmi di buon successo. Qui invece si tratta della sua perfetta controparte: Club Privé: ti presento i Dogo.

Dooooooogo!

Il programma ci presenta i Club Dogo: le tre sergioleonesche figure di Jake la Furia, Don Joe, e Gue Pequeňo nel far west dello spaghetti rap. Si scopre un universo popolato da figure che vivono come i protagonisti dei video di Dr.Dre (video). Il sogno del gangsta rap americano declinato all’italiana: dove le grigliate in giardino si trasformano nei pranzi interminabili delle famiglie del sud emigrate a Milano. I Dogo si scoprono essere un po’ come dei pronipoti fortunati e cialtroni di Rocco e i suoi fratelli.

Spero poi di non suscitare una sollevazione popolare se dico che in tutto questo c’è anche un pizzico di Zavattini. Infatti nel programma c’è una chiara applicazione della teoria del pedinamento, quella secondo la quale la macchina da presa segue un uomo per la strada, lo accompagna nel suo vagabondare scoprendone l’indole e creandone la storia. Solo, in versione 2.0: tagliando i tempi troppo morti (senza esagerare però).

“Aò Cesare, veni, annamo a lavorà per emmetivvù!” – “Emme che?!” – “Annamo a fà er rep!” – “Aò teppe a cchi?”

Neo-neorealismo da televisione generalista, solo senza dramma e senza intreccio. Un susseguirsi di situazioni quotidiane banali e spesso inutili vissute alla maniera Dogo. Stile che piace a svariate migliaia di persone che sono contente di seguire i loro beniamini nella vita di tutti i giorni.

E a chi questi li odia con tutto il proprio spirito? Ce n’è pure per loro. Infatti il tutto è confezionato in un montaggio che distrugge sistematicamente le tre star. “I nostri 3 eroi” hanno un vocabolario che parte da e termina con bella Zio. Eppure la loro vita è commentata da uno speaker che usa una registro linguistico risorgimentale e da una colonna sonora di pezzi barocchi che sottolineano in maniera sublime situazioni che di alto hanno ben poco. Questi commenti ironici creano il vero carattere del programma: quello della commedia. Nessun intento pedagogico o battute sottili, solo risate e umorismo triviale. Forse qualche commento di troppo alle volte toglie il piacere di gustarsi i Dogo lisci e basta. Ma sono sorrisi comunque. Ghignano i fan, perché a loro quei tre stavano già simpatici. Ghignano ancora di più i detrattori, perché non c’è niente di meglio che veder dileggiato l’oggetto della propria ripugnanza.

Jake La Furia liscio. Forse leggermente effervescente.

Per quello che si può vedere dalle visualizzazioni sul sito MTV On Demand, il programma sembra funzionare. Non perfettamente magari, ma fa il suo lavoro. O almeno lo fa allo stesso livello dei soliti cabaret. Forse anche meglio. Una elegante via di mezzo tra una sonora presa per i fondelli di tre cialtroni e uno sguardo talmente vicino alla loro vita da generare empatia. Un prodotto godibile, specialmente se non si riesce a dormire la notte.

Il buono, il brutto, il cattivo.

I calciatori giocano a calcio, le ginnaste fanno le capriole e i Club Dogo fanno schifo” – Jake la furia, poeta del nostro tempo

TAG: Club Dogo; Club Privè; Mtv; GGGiovani; Zavattini; Rap; neorealismo; Docu-reality; comico; cabaret; Tv; pedinamento; Jake la furia; Don Joe; Guè Pequeño.

Annunci

One thought on “Club Privé: il Neorealismo comico per i GGGiovani di MTV

  1. Pingback: La confusione fra film e videogioco | Fuori Corso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...