Oz: Un brand di successo

di Letizia Lara

«Per quasi quarant’anni questa storia ha reso un fedele servizio a tutti i Giovani di Cuore e il Tempo non è riuscito a far sfiorire la sua garbata filosofia. A tutti coloro che continuano ad amarla…e ai Giovani di Cuore… noi dedichiamo questo film».

Questo l’incipit della famosa rivisitazione cinematografica de Il meraviglioso mago di Oz, romanzo dei primi del novecento di L. Frank Baum. E chi guardando, o riguardando, Judy Garland ne Il mago di Oz del 1939 diretto da Victor Fleming non si sente un po’ parte di quei Giovani di Cuore? Una storia che ha coinvolto e ammaliato migliaia di bambini, ragazzi e adulti, fin dalla sua prima uscita nelle sale nel 1939. Affermazione confermata dai dati sugli incassi della pellicola a livello internazionale.

La prima del film avvenne nella piccola città di Oconomowoc, nel Wisconsin, il 12 agosto del 1939. Il film riscosse immediatamente un grande successo incassando 3.017.000$ solo nella prima settimana di proiezione (a fronte di un budget di 2.777.000 $). Complessivamente, negli USA, il film ha incassato 15.569.431$. Successivamente, nel 1998, il film viene ridistribuito nelle sale nordamericane e incassa 100 milioni di dollari. L’opera continua così ad essere considerata un capolavoro, sia per quanto riguarda il cinema che la musica. Indimenticabile l’interpretazione della Garland di Somewhere Over the Rainbow, che ha costituito dapprima uno dei simboli del film ed infine un pezzo musicale adattato e reinterpretato da tantissimi artisti, da Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald, passando per Barbra Streisand fino ai Deep Purple. Ma sono solo alcuni esempi. La canzone fa parte anche delle colonne sonore di molteplici prodotti culturali, sia cinematografici che televisivi (da Vi presento Joe Black a Glee).

Ma il brand del mondo di Oz nasce molto prima del 1939 e si diffonde fino ai giorni nostri. Dai romanzi che lo raccontano (solo Baum ne scrive ventisei “ufficiali”) e a quelli che ne parlano. Addirittura alcuni cineasti ai tempi del cinema delle origini ne danno una versione muta e in bianco e nero, entrambi dal titolo Il mago di Oz, rispettivamente del 1910 e del 1925. Due musica contemporanei, Wicked e The Wiz, hanno fatto fortuna tra Broadway e Londra. Un film d’animazione, Ritorno ad Oz, con protagonista Liza Minelli. E un sequel nel 1985, sempre firmato Disney, dal titolo Nel fantastico Mondo di Oz. Ci sono anche l’anime giapponese (Nel regno di Oz, 1986) e la serie animata The Wizard of Oz di 13 episodi, prodotta negli Stati Uniti dalla DiC Enterprise e andata in onda sul canale ABC durante la stagione televisiva 1990-91 e in Italia, negli stessi anni, su Italia 1 durante il programma Caffelatte, con la sigla cantata da Cristina D’Avena.  Fino alla creazione da parte di alcuni fan di un museo, l’Oz Museum a Wamego nel Kansas. Tutti questi esempi sono sinonimi di un marchio che fin dalla sua nascita ha dato vita alla proliferazione di prodotti culturali, ha ispirato artisti e ha fatto del mondo di Oz un posto magico, dove generazioni e generazioni vorrebbero rifugiarsi, chi per un sogno e chi per tutta la vita.

Ora tocca di nuovo alla Disney con Il grande e potente Oz, nelle sale italiane dal 7 marzo. Il film avrà come protagonisti James Franco, Michelle Williams, Mila Kunis e Rachel Weisz e racconterà il prequel del famoso Wizard of Oz, ovvero l’arrivo di Oscar Diggs nel favoloso mondo di Oz. Un prequel ispirato al romanzo di Baum, prodotto da Joe Roth (lo stesso di Alice in Wonderland, 2010) e diretto da Sam Raimi (che aveva già lavorato con Franco nella trilogia di Spider-Man).

Dal trailer si evince che il mondo di Oz è sull’orlo della rovina, tutto per colpa della malvagia strega dell’ovest. E che Oscar, brav’uomo e mediocre mago di una cittadina del Kansas (come la dolce Dorothy), sente la necessità di evadere dal suo mondo per poter diventare qualcosa di più: un grande uomo. Il suo arrivo a Oz darà il via a innumerevoli avventure, tra streghe, bambine di ceramica e luoghi incantati. Riuscirà alla fine Oscar a diventare il grande mago che la profezia aveva annunciato?

L’attesa creata dalla Disney è riuscita a tenere alte le aspettative del pubblico, dai bambini che non conoscono il passato di Oz, a quei grandi che hanno vissuto tutta la storia del brand, non in prima persona vista la longevità del marchio, ma che ne conoscono la storia e che vogliono rivivere quell’esperienza. Fino alla prossima puntata, che questa volta non dovrà attendersi. Infatti, l’uscita di Dorothy of Oz, prodotto dalla Summertime Entertainment, era prevista per il 2012, ma è stata posticipata all’autunno del 2013 proprio per via de Il grande e potente Oz.

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4 thoughts on “Oz: Un brand di successo

  1. Mario la mia passione per il musical è cominciata proprio così. Che filmone davvero *-* forse il mio preferito. Chissà se Raimi saprà lasciarmi un ricordo che si avvicini anche solo un po’ a quello. Speriamo.

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