Cinema coreano a Firenze: il Korea Film Fest

di Laura Mugnai

Sebbene ad essere noti al grande pubblico siano soprattutto pochi registi così come pochi generi (horror, drammatico e, in misura minore, anche la k-comedy), quella coreana è senz’altro una delle più famose cinematografie attive nel continente asiatico.

Senza tuttavia il tramite di festival internazionali anche i film di veri e propri autori come Kim Ki-Duk o Park Chan-Wook avrebbero dovuto penare per ottenere una buona distribuzione all’estero e farsi conoscere dalla critica e dal pubblico occidentali. È anche per ovviare a simili difficoltà che l’associazione culturale Taegukgi organizza dal 2003 l’unico festival interamente dedicato al cinema coreano in Italia, il Florence Korea Film Fest, nato due anni prima come una rassegna cinematografica.
Per raccogliere maggiori informazioni sull’origine di questo festival e sugli obiettivi che si propone di raggiungere ho posto alcune domande al suo direttore artistico, Riccardo Gelli.

1. Domanda di rito nell’ambito dei festival cinematografici: com’è nato il progetto del Korea Film Fest?

Il festival è iniziato nel 2003 con il solo contributo organizzativo di me e della mia compagna Chang Eun-young, il supporto dell’Ambasciata di Corea a Roma, la sponsorizzazione della Samsung Electronics e della Korea Air. Nel 2005 è stata costituita la Taegukgi che ha continuato l’organizzazione del festival e molteplici eventi culturali a Firenze e in Italia.

2. In Occidente la cinematografia coreana è ancora piuttosto sconosciuta da un punto di vista storiografico, o meglio: la sua notorietà è spesso riconducibile a cineasti che hanno esordito negli anni Novanta. Il ruolo delle retrospettive si profila quindi decisivo nella sua divulgazione.

Anche se quasi tutti i giorni Sky, Rai 4 e Iris inseriscono nel loro palinsesto film coreani e ormai molti festival italiani li inseriscano nei loro programmi , ancora questa cinematografia non è molto conosciuta. Il marchio di fabbrica del nostro festival è l’organizzazione di retrospettive di registi coreani ed ora anche di attori e attrici. Siamo stati i primi a portare una retrospettiva dedicata a Kim Ki-duk in Italia, ma anche Bong Joon-ho, Lee Chang-ho, Im Sang-soo, Im Kwan-taek, Lee Myung-se, Lee Yoon-ki, Kwak Jae-yong, Hur Jin-ho, Song Il-gon e Park Chan-wook. Molti registi che hanno fatto il successo della cinematografia coreana sono stati presenti al festival, partecipando agli incontri con il pubblico.

3. Quanto spazio viene invece concesso dal festival a giovani registi e alle produzioni indipendenti?

Il festival è stato il primo che ha organizzato rassegne dedicate alle donne registe coreane e organizzare una propria sezione dedicata alla cinematografia indipendente. Tutti i maggiori registi coreani sono passati dalla cinematografia indipendente, producendo cortometraggi e in seguito lungometraggi. Le Università come la Chung-ang University sono una fabbrica a catena di giovani registi che iniziano le loro produzioni nelle aule delle università e proposti nei maggiori festival coreani come il JIFF – Jeonju International Film Festival e il BIFF – Busan International Film Festival.

4. Che rapporti intrattiene l’associazione Taegukgi con lo stato della Corea del Nord?

Io personalmete sono stato due volte in Corea del Nord invitato al PIFF – Pyongyang International Film Festival che è organizzato ogni due anni. Ho organizzato nel 2008 una rassegna al di fuori del nostro festival dedicata alla cinematografia nordcoreana con cinque film. Ma l’associazione non ha rapporti diretti con la Corea del Nord. Per me era interessante organizzare la rassegna su di essa, per mostrare le due cinematografie e i diversi stili.

5. Sono passati più di dieci anni dalla prima edizione. Come si è evoluto il Festival nel corso del tempo?

Il festival in questi 11 anni si è evoluto, iniziato come semplice rassegna in un arena estiva nel lontano 2003 con soli dieci film. Anche se più piccolo ha realizzato sezioni come un vero festival: opening e closing film, retrospettive, rassegne di genere, sezioni in competizione come “Orizzonti Coreani” e “Independent Korea”. In collaborazione con due festival di cortometraggi coreani, organizza almeno venti cortometraggi. Il festival ha instaurato relazioni di collaborazione con il PIFAN-Puchon International Film Festival e i già citati BIFF e JIFF. Inoltre il Florence Korea Film Fest promuove il territorio assieme alla FST-Toscana Film Commission per le produzioni coreane che desiderano girare in Toscana e in Italia.

6. Potrebbe introdurci brevemente l’edizione di quest’anno?

Quest’anno il festival organizza un omaggio all’attrice Jeon Do-Yeon che ha vinto la Palma D’oro a Cannes come migliore attrice con il film Secret Sunshine e che sarà presente a Firenze. Come genere quest’anno proponiamo la cinematografia erotica con la sezione K-Eros; il regista Kim Dae-seung rappesenterà la sezione con il film The Concubine.
Il film Masquerade aprirà il festival con la presenza del regista Choo Chang-Min e chiuderemo con Pietà in versione originale del regista Kim Ki-duk.
Nella sezione in competizione “Orizzonti Coreani” il film Taste of Money sarà presentato dallo stesso regista Im Sang-soo, Nella sezione “Independent Korea” con il film Pluto, un regista al femminile (Shin Su-Won) sarà presente al festival. Molte novità e anteprime saranno in programma e spero che anche quest’anno il festival sarà visitato dagli affezionati in questa cinematografia.

7. Da ultimo: l’origine suo amore per il cinema coreano.

Il mio imprinting l’ho avuto in una serata afosa estiva, ero a casa ed ho visto il film Why Has Bodhi-Dharma Left for the East? del regista Bae Yong-kyun, sono stato folgorato da questo film e ho deciso di promuovere il cinema e la cultura coreana.

http://www.flickr.com/photos/marcoofoto/sets/72157629683122121/

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2 thoughts on “Cinema coreano a Firenze: il Korea Film Fest

  1. E’ davvero terribile il fatto che il cinema coreano in Italia non sia tanto conosciuto!Lo adoro..insieme a quello giapponese!Purtroppo la distanza più culturale che geografica (in fondo pure l’america è lontana ma chissà come arriva sempre..)creano un muro tra noi e l’Asia..tra poco ci sarà anche a Udine il festival di cinema asiatico!Speriamo davvero che anche grazie ai nuovi palinsesti tv, il cinema asiatico inizi a prendere piede..sarebbe una vera mancanza non vedere queste opere stupende..sono sensazionali..si sente che sono un po’ di parte eh? 😉

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