Ma gli zombie fanno ancora paura?

di Alessio Merighi

Recentemente ho iniziato a guardare The Walking Dead. Grazie alle potenzialità del web sono riuscito in breve tempo ad arrivare fino alla terza stagione, attualmente trasmessa. Ero prevenuto riguardo l’ennesima storia di zombie, e infatti una domanda mi è sorta, e ancora non ho trovato risposta: gli zombie fanno ancora paura?

Il fatto è che gli zombie di TWD, chiamati walkers (non so in italiano quale sia il termine) a me non sembrano poi così tanto spaventosi e pericolosi. Si, è vero che se ti mordono diventi uno di loro, sono sempre affamati e attirati dall’odore dei vivi, eccetera eccetera. Ma è plausibile che siano in grado di portare l’umanità sull’orlo dell’estinzione? A mio avviso no.

C’è soprattutto una scena che vorrei ricordare: nella seconda stagione di TWD si vede l’improvviso arrivo di un branco di walkers, i quali sbattono contro uno steccato e riescono a passare solo accalcandosi uno dietro l’altro fino a rompere lo steccato stesso. Ora, questi qua non sono neppure in grado di saltare uno steccato, non sanno aprire porte, a malapena camminano(anche se miracolosamente a volte corrono), non utilizzano le braccia e hanno un QI pari a zero. Ammesso e non concesso che comunque rimangano pericolosi, nel 2013 l’uomo e i suoi armamenti dovrebbero essere abbastanza evoluti da risolvere la situazione senza grossi problemi. Intendo che negli anni venti, quando a caricare i fucili ci si impiegava mezz’ora, beh li si che potevano essere pericolosi anche questi (passatemi il termine) idioti ambulanti. Ma nel 2013 proprio no.

Un’apocalisse di zombie mi sembra una cosa assurda da pensare al giorno d’oggi, almeno di questo tipo di zombie.Della categoria dei morti viventi gli zombie son sempre stati quelli più stupidi, eppure gli unici in grado di causare apocalissi e disastri mondiali. Forse è tutto frutto di una trovata ironica, o non so che, ma ad ogni modo nessuno ha mai pensato di realizzare un’apocalisse di vampiri, per esempio? I vampiri sono i cugini più intelligenti, esteticamente più piacevoli, e con doti fisiche nettamente superiori degli zombie. Perché nessuno li ha mai pensati come possibile causa d’estinzione dell’umanità invece di rappresentarli sempre come esseri costretti a nascondersi e darsi alla macchia? Mistero.

L’unico tentativo fatto in questo senso è stato Io sono leggenda (Francis Lawrence, 2007) che descrive esseri a metà tra zombie e vampiri, che soprattutto risolve il problema di rendere le città deserte e i paesaggi spettrali semplicemente eliminando il 90% della popolazione con un virus(e non uccisi dagli zombie-vampiri).

Insomma le apocalissi di zombie mi sembrano una cosa superata. Tuttavia TWD riesce ad ottenete ascolti straordinari, a testimonianza concreta che il mio non è affatto un pensiero comune. Il successo della serie tv trasmessa da AMC, potrebbe però non risiedere nell’ennesima riproposizione del male formato zombie. Piuttosto mi sembra che guardandola si faccia un’esperienza più simile ad un videogioco sparatutto che ad una serie tv.

Mi spiego meglio. Dopo un’iniziale riverenza verso i morti viventi, i protagonisti cominciano a ucciderli con una certa praticità e anche una certo divertimento. A quanto pare, tutti sanno sparare, o comunque imparano in breve tempo, e tutti sparano. Persino il bambino di dieci anni, figlio del protagonista Rick Grimes, possiede una pistola, con un silenziatore su misura, e spara senza mai fallire un colpo. E’ lui stesso a chiedere una pistola al padre, il quale chiede il consenso alla madre che semplicemente sorride. Senza discussioni ulteriori il figlio è armato e pronto ad abbattere zombie. Uccide con una freddezza ed una praticità (perdonatemi la ripetizione) impressionante. Ricordando in tutto per tutto un videogioco, appunto.

Successivamente, si viene a scoprire che gli zombie sono attirati dai suoni, cosicché le armi da fuoco risultano più pericolose che utili. Ecco che allora ognuno dei protagonisti si arma chi di bastoni, chi di mazze da baseball, che di frecce e balestra, chi di coltelli e c’è persino chi maneggia con maestria una katana giapponese. Il (video)gioco allora diventa ancora più interessante, si moltiplicano gli strumenti e le possibilità con cui ammazzare i morti viventi e tutto sembra diventare più divertente(e noi, inconsapevolmente, scegliamo già dentro di noi la nostra arma preferita, come se la dovessimo usare di li a poco). Tra l’altro, una volta abbattutone uno, è pratica comune continuare a colpirlo fino a decapitarlo o mutilarlo nei modi più diversi. E anche qua ci sono parecchie analogie con gli sparatutto, dove spesso i corpi dei nemici vengono dilaniati ad ogni sparo.

Zombie che sorgono da ogni dove, e gente che spara, accoltella, colpisce. Un continuo carosello di violenza privato dell’umana pietà impossibile da concedere a dei morti senza cervello. E noi assistiamo a tutto questo. Come affetti da un’eccessiva pigrizia che ci impedisce di prendere in mano il joystick e interagire col videogame che si riproduce autonomo sullo schermo.

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6 thoughts on “Ma gli zombie fanno ancora paura?

  1. Più che altro a me sembra che siano rimasti gli ultimi non-morti su cui si possano ancora raccontare storie “serie”. Insomma, grazie a Twilight i vampiri non sono più credibili e se uno pensa ai fantasmi, pensa a Patrick Swayze o Casper. Toppo love in the air. E fortunatamente il trend di Warm Bodies sembra non aver ancora attecchito!
    Tra l’altro, altro lato positivo degli zombie, è che ci si può scherzare su: Zombieland e Plants Vs Zombies docet.
    Ultima cosa, in caso dovesse succedere davvero, possiamo ritenerci avvisati e preparati: http://it.wikipedia.org/wiki/Manuale_per_sopravvivere_agli_zombi

  2. Più che altro io credo che la funzione dei morti viventi in TWD non sia più quella di far paura, quanto piuttosto di contestualizzare uno scenario estremo, estremamente fertile per un approfondimento della psicologia dei personaggi. Dopo lo shock iniziale della prima stagione, dove effettivamente la questione era la sopravvivenza messa in pericolo dagli zombies, adesso ho l’impressione che ci si sia spostati sulla sopravvivenza gli uni contro gli altri 😉 (è una banalità, lo so, alla fine è un tema che nei film di zombie salta sempre fuori)
    E la stagione in corso è esemplare, in questo senso, al punto che gli zombie sono sì, una minaccia costante, ma rimangono sullo sfondo al punto da essere “rimaneggiati” (passatemi il termine, non vorrei fare spoiler) nei modi più creativi, diventando a tutti gli effetti un elemento integrato con la nuova esistenza dei personaggi.
    Tornando a noi, io sono convinta che sia proprio l’estrema irrazionalità dei morti viventi a essere spaventosa. Voglio dire, coi vampiri, fino a un certo punto, ci puoi ragionare 😀

    • Mi viene da pensare al fatto che esistono vampiri buoni e vampiri cattivi. Mentre, beh, zombie buoni non ne esistono. E neanche cattivi in fin dei conti. Non sono guidati da un libero arbitrio, ma possiedono solo istinto.

  3. Tra l’altro scopro ora che c’è una nuova serie BBC che analizza un altro aspetto ancora del filone zombi: il rehab 😀

    Apocalisse zombie alle spalle, viene trovata una cura e gli zombie “guariti” tornano a casa. Sembra interessante, almeno come punto di vista.^^

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