“Google Me!” – Tarantino e la violenza

di Roberta Micale

Qualche settimana fa, un mio contatto di Facebook ha postato sulla sua bacheca l’intervista a Quentin Tarantino riportata sul sito de La Repubblica. Il video riprende il regista durante un colloquio un po’ turbolento con un malcapitato giornalista di un news program (e non di un film program, come sottolinea lo stesso intervistatore), in occasione dell’uscita di Django.

Durante il video il giornalista domanda a Tarantino se sia sicuro che non ci sia un nesso tra il divertimento che si può provare al cinema vedendo scene cruente e quello che si prova praticando la violenza nel mondo reale. La reazione del regista è feroce; tanto da lasciare interdetto il suo interlocutore. Tarantino sostiene di aver già ampiamente risposto a questa e tante altre domande sul tema della violenza; così, se proprio il giornalista voleva avere delle risposte che lui non era più disposto a ripetere per l’ennesima volta, gli suggerisce: “Google me!”.

L’ho fatto io. Ho googlato Tarantino. O meglio, ho fatto la seguente ricerca: “Tarantino, dichiarazioni, violenza”.
Le dichiarazioni del regista in proposito, effettivamente, sono tante. Ad esempio, nella pagina di Wikiquote a lui dedicata, è piuttosto ricorrente la parola “violenza”. Credo che, però, l’affermazione più attinente alla domanda del giornalista possa essere la seguente:

La violenza fa parte di questo mondo e io sono attratto dall’irrompere della violenza nella vita reale. […] La violenza della vita reale è così: ti trovi in un ristorante, un uomo e sua moglie stanno litigando e all’improvviso l’uomo si infuria con lei, prende una forchetta e gliela pianta in faccia. È proprio folle e fumettistico, ma comunque succede: ecco come la vera violenza irrompe irrefrenabile e lacerante all’orizzonte della tua vita quotidiana. Sono interessato all’atto, all’esplosione e alla sua conseguenza.

Dalle parole di Tarantino s’intuisce che il suo interesse per la violenza sia del tutto estetico. Anche se sostiene di esserne maggiormente attratto nelle manifestazioni della vita reale, il suo sguardo coglie comunque gli aspetti più cinematografici, folli e fumettistici. Anzi, è piuttosto interessato alla tranquillità che precede queste esplosioni di brutalità comunque surreale. Basti pensare agli interminabili dialoghi alla Tarantino che introducono spesso le scene più atroci. Ma è questo il punto. Filmare le scene di violenza con attenzione e scrupolosità, senza distogliere lo sguardo.

 “Rimproveriamo al film la sua violenza. Io lo prendo come un complimento perché so che il film non è particolarmente violento. Il film ci sembra molto più violento di quanto non lo sia in realtà. Un giorno De Palma ha detto: “se filmiamo troppo bene la violenza ce lo rimproverano.” Nessuno se la prende con i film scadenti, non è vero? In un certo senso, ciò è lusinghiero.”

Rispondendo (o meglio non rispondendo) alla domanda del giornalista del video, Tarantino avrà esagerato, ma, in effetti, la coerenza degli ultimi 20 anni di cui parla lui stesso si manifesta attraverso, seppur geniali, ripetizioni. Proprio per questo, il collegamento di cui vorrebbe parlare il giornalista individua una questione più morale che estetica, che di certo non interessa a Tarantino.

Dunque è forse la domanda stessa a essere errata per il regista. Lo è, magari, nel momento in cui non presta attenzione al fatto che Tarantino è il primo spettatore della violenza che mette lui stesso in scena. E le scene più atroci dei suoi film sono quelle più cinematografiche. E soprattutto surreali e coreografiche. Con le parole del regista:

Per me la violenza è un soggetto del tutto estetico. Dire che non ti piace la violenza al cinema è come dire che al cinema non ti piacciono le scene di ballo.” E a me Flashdance è sempre piaciuto.

Annunci

One thought on ““Google Me!” – Tarantino e la violenza

  1. Trovo Tarantino geniale. Mi piacciono moltissimo i suoi film. Detto questo, rispondere ‘google me’ ad un giornalista non credo sia stato un atteggiamento corretto. Anche se uno ha già fatto determinate dichiarazioni in passato, nel momento in cui accetta l’intervista deve rispondere alle domande che gli vengono poste (certo, a meno che non siano inappropriate) anche nel caso in cui si trovasse costretto a ripetere le stesse cose. Questa è la mia visione. Per il resto mi trovo d’accordo con la sua visione del cinema e della violenza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...