“Awake”, in bilico tra sogno e realtà

di Mario Palomba

Da appassionato di Serie Tv, americane e non, sono rimasto positivamente sorpreso dalla decisione di Fox Crime di proporre al pubblico italiano Awake, una serie dello scorso anno che non ha riscosso un grande successo negli States e che è stata cancellata alla chiusura della prima stagione.

Riassumo brevemente la trama. Michael Britten (Jason Isaacs), detective della polizia di Los Angeles, si risveglia dopo un incidente stradale che ha coinvolto anche sua moglie Hannah (Laura Allen) e suo figlio Rex (Dylan Minnette). Per fuggire al dolore, Britten comincia a vivere due realtà diverse: una in cui il figlio sopravvive all’incidente e la moglie muore; e l’altra in cui, viceversa, è la moglie a sopravvivere al figlio. Il detective salta di continuo tra le due realtà, basta addormentarsi per compiere il “balzo”, cominciando a vivere due vite parallele che si distinguono perché caratterizzate da colori diversi: il verde predomina nella realtà dove il figlio è ancora vivo, mentre il rosso caratterizza il mondo in cui è la moglie ad essere sopravvissuta all’incidente. Queste due vite, in qualche maniera, si intrecciano e aiuteranno il detective a risolvere i casi che dovrà affrontare.

A complicare di più la situazione, si aggiunge il fatto che in entrambe le realtà il dipartimento di polizia affida il detective ad un terapista, per aiutarlo a superare il lutto. Entrambi i dottori restano affascinati dal fenomeno di sdoppiamento, ma affrontano la situazione in maniera diversa sostenendo, entrambi, di essere la “vera” realtà. Il Dottor Lee (B.D. Wong) della realtà rossa, sostiene che questo sdoppiamento è deleterio per la psiche del detective e serve solo a rimandare la presa di coscienza della morte del figlio. Nella realtà verde, invece, la Dottoressa Evans (Cherry Jones) vede la cosa in positivo, come un’occasione per accettare in maniera più serena la dipartita della moglie e ricucire il rapporto con il figlio.

Presentata in questa maniera, la serie dimostra le sue potenzialità narrative, sebbene già da nella sigla gli autori cerchino di banalizzarla in termini marzulliani: come si può distinguere un sogno dalla realtà?

Il cinema e la letteratura hanno affrontato in vare maniere questo argomento, non si contano i testi che hanno provato ad analizzarlo in chiave psicanalitica o culturologica e non è questa la sede per offrirne una sintesi.
In Awake, entrambi i sogni sono plausibili. Il detective Britten è in una situazione di stallo poiché, nonostante si renda conto che solo una delle sue due vite sia quella vera, non riesce a distinguere il sogno dalla realtà, e probabilmente non vuole nemmeno essere in grado di farlo, perché questo significherebbe rinunciare per sempre ad uno tra suo figlio e sua moglie. Pur di non rinunciare ad una persona cara, il detective è disposto a rinunciare alla sua stessa vita, alla sua stessa sanità mentale e questo atteggiamento è molto più vicino al Romanticismo tedesco che ha come punto cardine la Sehnsucht, quel sentimento che affligge il soggetto e lo spinge ad oltrepassare i limiti della realtà terrena, opprimente e soffocante, per rifugiarsi nell’interiorità o in una dimensione che supera lo spazio-tempo.

Ritroviamo questa sensazione di nostalgia onirica anche in Matrix (Larry and Andy Whachoski,1999) quando, nella sua prima scena, Neo (Keanu Reeves) dice “Hai mai provato la sensazione di non sapere se sei sveglio o se stai ancora sognando?”, ed è questa la sensazione che prova Britten: un completo disorientamento che lo porta a vivere intensamente due vite parallele ma complementari (come i colori che le caratterizzano), pur di sfuggire alla dolorosa realtà.

La cancellazione dello show ci impedisce di sapere come gli autori avrebbero sviluppato la storia nelle stagioni successive e, al momento, possiamo solo attendere e sperare che le iniziative dei fan abbiano successo nell’opera di convincimento della NBC a riprendere in mano il progetto.

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4 thoughts on ““Awake”, in bilico tra sogno e realtà

  1. Post molto interessante, io posso solo di avere apprezzato molto il pilot, eppure dopo alcuni episodi ho abbandonato la visione senza quasi accorgermene, passando ad altre serie; sospetto quindi non Awake non sia riuscito a coinvolgermi come avrebbe potuto (senza grandi difficoltà). Occasione mancata, peccato. PS: La moglie mi stava antipaticissima, sempre a fare la faccia da bella-e-dolce-moglie-da-sogno-americano.

  2. Mi spiace che una serie come Awake sia stata cancellata. In genere le serie tv vengono chiuse perché non raggiungono un numero di ascolti abbastanza alti, ma mi chiedo se questo possa essere colpa del prodotto in sé o del palinsesto televisivo. La concorrenza tra le varie reti è molto influenzante, secondo me, così come la fascia oraria in cui viene trasmessa.

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