Kinodromi. Ora e sempre rivoluzione

di Giulia Giapponesi

Se c’è una cosa evidente riguardo alla tanto citata rivoluzione digitale è che, come rivoluzione, è piuttosto lenta. Da oltre trent’anni la tecnologia digitale rinnova dispositivi, comparti industriali, oggetti culturali, interi settori della vita pubblica ed ogni volta si parla di rivoluzione. In alcuni ambiti, in particolare, la “rivoluzione” è citata continuamente, come se non dovesse finire mai.

Ancora oggi pare che non si possa intavolare un discorso sul cinema senza citare l’avvento del digitale come un attuale sconvolgimento. Durante il recente convegno Giornate professionali di cinema, il presidente dei distributori Anica ha dichiarato: «Stiamo vivendo una rivoluzione tecnologica e dobbiamo fare in modo, tutti insieme, che questa trasformazione venga gestita e non subita».

Non ci sono dubbi che il digitale sia il cuore dell’innovazione industriale della nostra epoca ed è certamente vero che anche il cinema ha subito un importante cambiamento. Tuttavia, affermare oggi che «stiamo vivendo una rivoluzione tecnologica» non può che suonare fuori tempo. Da oltre 15 anni la visione di film in digitale fa parte della nostra vita domestica e anche i cinema si sono progressivamente attrezzati per proiettare DVD, Blue-ray e file conformi ai dettami della Digital Cinema Initiatives, l’associazione di studios holliwoodiani che nel 2005 ha stabilito i parametri standard per la proiezione digitale. La rivoluzione tecnologica nei cinema è iniziata quindi 8 anni fa, e, sebbene ci sia chi non è ancora allineato, è forse ora che se ne parli al passato.

Purtroppo, constatare che la trasformazione tecnica è già avvenuta porta con sé il sapore amaro della disillusione. La grande promessa disattesa riguarda il supposto risparmio economico per gli esercenti: dal punto di vista monetario, il solo vantaggio significativo della dematerializzazione dei film è stato l’abbattimento dei costi di trasporto delle pellicole, mentre le uscite principali per i gestori delle sale (tariffe di noleggio e percentuali sull’incasso) sono rimaste pressoché invariate.

Non solo il cinema digitale non ha fino ad ora portato grandi vantaggi, è opinione diffusa di rappresentanti dell’industria cinematografica che sia invece vero il contrario e che la concorrenza delle altre forme di intrattenimento digitale (dall’home cinema alla Playstation) sia la principale responsabile della desertificazione delle sale.

Sorprendentemente, i risultati dei box office del 2012 sembrano smentire quest’ipotesi. Mentre in Italia il calo continua inesorabile, gli Stati Uniti hanno appena concluso una delle migliori stagioni cinematografiche della loro storia, e non certo per mancanza di altre forme di intrattenimento.
L’improvvisa assenza del capro espiatorio della concorrenza digitale porta obbligatoriamente ad interrogarsi sugli altri fattori responsabili dello scarso successo dei film prodotti e distribuiti in Italia. Tra questi – non è certo una novità – molti commentatori annoverano la mancata varietà di generi e l’appiattimento dei temi e dei personaggi dei principali film italiani proposti nelle sale.

Su questo fronte viene troppo spesso sottovalutata una delle opportunità della tecnologia digitale: quella di rendere accessibili a qualunque esercente prodotti cinematografici alternativi al catalogo delle grandi società di distribuzione.

È un vantaggio reale, raramente ricordato da quanti negli anni passati hanno elogiato la rivoluzione del cinema digitale. Non si tratta solo di poter scegliere di proiettare film indipendenti e di nicchia. Opere inedite, documentari su tematiche locali, eventi live proiettati in streaming dalle piattaforme digitali, animazioni grassroots, selezioni di festival: il ventaglio di spettacoli che si possono offrire non sembra avere limiti.

Il moltiplicarsi di sale che propongono simili alternative nelle principali città europee e le attività di cinema gestiti da associazioni culturali come il Kino di Roma e il Kinodromo di Bologna, testimoniano una crescente partecipazione del pubblico verso questo tipo di proiezioni. Sarebbe tuttavia interessante che anche i privati esercenti tentassero questi esperimenti nelle loro sale.

Va da sé che in un simile scenario la capacità di selezione dell’esercente diventerebbe più che mai il principale discrimine per il successo della sala. Ma in tempi di sovrabbondanza di offerta culturale, i selezionatori fanno la differenza, e il moltiplicarsi di cinema alternativi, ognuno con una propria «linea editoriale» potrebbe trasformare le abitudini di fruizione del pubblico.
Inoltre la cosa permetterebbe ai commentatori di parlare di rivoluzione digitale dei cinema per altri anni. Almeno fino alla prossima rivoluzione.

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5 thoughts on “Kinodromi. Ora e sempre rivoluzione

  1. Condivido in pieno: uno degli aspetti più interessanti del digitale è la possibilità di ampliamento dello spettro dell’offerta nelle sale, di film ma non solo. Su questo fronte esperienze come quella di Kinodromo sono fondamentali per dare visibilità a un cinema altrimenti invisibile. Ma a modo loro se ne sono rese conto anche le grandi società di distribuzione, che stanno puntando moltissimo sui contenuti chiamati appunto “alternativi”: opera, teatro, concerti, partite.. Addirittura i cinema The Space hanno un calendario specifico dedicato a questi “Extra” (http://www.thespacecinema.it/extra). E la Nexo Digital ripropone nelle sale, per una serata o un week end (come dei veri e propri eventi), i “capolavori” della storia del cinema: http://www.nexodigital.it/1/id_29/CAPOLAVORI-DEL-CINEMA.asp

  2. Per qualche ragione misteriosa, l’articolo di Giulia sta sollevando una grossa e interessantissima discussione su un’altra sede. Riuscirò a trasferirla? Ci proviamo. Intanto, per chi è interessato, riporto dei frammenti. Considerate che ci sono un paio di gestori, un rappresentante agis, un paio di studiosi di economia del cinema e dei media e così via.

    Serena Viola audace.
    23 ore fa · Mi piace
    Fritz Mang interessante anche se non riporta il dato principale che è il costo per l’esercente di digitalizzazione. e non parliamo di brustolini.
    23 ore fa · Mi piace
    Roberto Braga la materia è complicata tuttavia vorrei ricordare che a sostengo della digitalizzazione delle sale c’era (non so se ancora esista dopo la scelta di Medusa) la Virtual Print Fee, e ci sono state linee di sovvenzioni europee e statali per la digitalizzazione delle sale… il fatto poi che in Italia la percentuale di schermi digitalizzati sia ridicola rispetto a quella europea fa davvero sorridere…
    22 ore fa · Mi piace
    Fritz Mang la vpf è ancora valida e da quanto ne so, non avendo ancora potuto mettere mano nè al proiettore nè tantomeno al sostegno, dovrebbe sparire con la sparizione dell’ultimo film in pellicola (fine 2013).

    ci sono sovvenzioni: europa, attraverso europa cin…Altro
    22 ore fa · Mi piace
    Roberto Braga il matto che digitalizza prima è quello che è capace di sviluppare una visione imprenditoriale da applicare al cinema e alla cultura. Oppure decide di chiudere.
    22 ore fa · Mi piace
    Giacomo Manzoli Beh, in effetti se io sapessi che se aspetto il bando mi vengono dati 30mila euro, così a occhio mi conviene aspettare. Però il punto è che il sostegno c’è, non è piccolo, e secondo me è stato il frutto di una strategia intelligente. Non stava scritto …Altro
    21 ore fa · Mi piace · 1
    Giacomo Manzoli Non mi pare soprendente che le uniche sale rimaste siano quelle di grandi gruppi industriali che hanno copiato modelli vincenti sul piano internazionale o di piccoli imprenditori che – con intelligenza, coraggio, voglia di fare e di rischiare – hanno s…Altro
    21 ore fa · Mi piace · 3
    Fritz Mang conviene aspettare ad ogni costo, anche considerando il fatto che ormai (e parlo da gestore di una piccola sala di una piccola città di provincia…) molti decidono di andare nelle multisale e riga (proprio perchè più comode, più organizzate etc sebben…Altro
    20 ore fa · Modificato · Mi piace
    Marco Tassinari Le ultime modifiche al bando risalgono al 3 dicembre scorso: http://fesr.regione.emilia-romagna.it/finanziamenti/bandi/proiezione_cinematografica
    Innovazione tecnologica per l’attività di proiezione cinematografica — POR – FESR
    fesr.regione.emilia-romagna.it
    Bando per le pmi che esercitano l’attività di proiezione cinematografica
    21 ore fa · Mi piace · Rimuovi anteprima
    Marco Tassinari Sono un po’ scettico riguardo all’ultima parte dell’articolo che parla di come l’accesso a prodotti alternativi sia un vantaggio reale. Ho paura che valga il discorso fatto per i “film asiatici” nel precedente post e che sia molto difficile tramutarlo …Altro
    14 ore fa · Modificato · Mi piace
    Giacomo Manzoli Caro Marco, hai centrato il problema. Rompere il trust. Se non si fa questo, tutto il resto e’ inutile. Sulle piccole sale di provincia: consorziarsi ? (lo chiedo da ignorante che non ha nessuna esperienza sul campo).
    19 ore fa tramite cellulare · Mi piace · 2
    Giulia Giapponesi Ciao a tutti, sono l’autrice dell’audace post e volevo aggiungere due parole sull’interessante scambio di opinioni che è scaturito qui sul profilo di Giacomo (che ringrazio per la disponibilità).Premetto che non sono un esercente quindi ignoro molte de…Altro
    19 ore fa · Mi piace
    Marco Tassinari Ciao Giulia, la tua proposta è validissima ma andrebbe indirizzata, in primis, ai distributori perchè la quasi totalità di questi (anche i piccoli) non ne vuole sapere di concedere il diritto di proiettare in dvd/blue-ray. E’ incomprensibile, lo so, ma…Altro
    18 ore fa · Mi piace
    Giulia Giapponesi Ciao Marco, conosco un po’ la situazione perché anche con il Kinodromo a Bologna abbiamo a che fare con problemi simili. E proprio per le ragioni che hai elencato tu dicevo nel post che di vantaggi economici la rivoluzione digitale finora non ne ha dat…Altro
    18 ore fa · Mi piace · 1
    Fritz Mang che bello non essere soli soli in questa lotta…sebbene si parli di realtà come bologna e faenza e non castel san pietro (20.000 abitanti e via andare).

    racconto un piccolo nanetto, giusto per stare in tema. al jolly abbiamo un videoproiettore più ch…Altro
    16 ore fa · Modificato · Mi piace · 1
    Elena Pagnoni Scusa Fritz, capisco le tue preoccupazioni e i tuoi dubbi, ma non vorrei passasse l’idea che il bando regionale per la digitalizzazione sia caduto nel vuoto. Moltissimi esercenti, e non solo i ricchi, hanno già iniziato o stanno iniziando a servirsene …Altro
    15 ore fa · Mi piace
    Fritz Mang il problema, elena, è che differenziare possono le sale di città. non so se sia stata tu, ma l’altro giorno è arrivata dall’agis la rassegna stampa con la chiusura del fanin di san giovanni in persiceto. come per il fanin la situazione di moltissime sa…Altro
    circa un’ora fa · Modificato · Mi piace
    Elena Pagnoni Infatti, Fritz, non a caso citavo le logiche attuali di rapporto tra esercizio e distribuzione come uno dei principali ostacoli. Figurati, sono perfettamente consapevole delle difficoltà delle sale piccole, e non solo di quelle come ben sai, ma ci sono esempi, anche in provincia, che dimostrano come una maggior libertà di movimento, la possibilità di intraprendere strade alternative nella programmazione, di collegarsi di più al territorio, possano smuovere un po’ le acque. C’è molto ancora da sperimentare, credo, e comunque dobbiamo provarci. Ora devo andare a un incontro… sul digitale, appunto. Ma è molto utile questo confronto, ne riparliamo
    circa un’ora fa · Mi piace · 1

  3. La questione della “rivoluzione digitale” è un po’ come quella dei “nuovi media”. C’è ancora chi considera nuovo il telefono cellulare, che ha appena compiuto 40 anni, dunque tanto nuovo non è più. A me pare che un nodo problematico, al di là degli slogan facili rincorsi dai giornali e dalla TV, sia quello sollevato nel post e nel dibattito che ne è seguito, e relativo ai tempi di rinnovamento all’interno di un settore, quello cinematografico, che sta vivendo un momento di stagnazione. Le tecnologie sono lì a portata di mano, ma spesso è la capacità imprenditoriale che manca o la capacità di guardare ai pubblici di nicchia. Che ci sono e sono numerosi e, soprattutto, molto più costanti e affezionati dei casual movie goers in cui si è ormai ridotta la maggior parte dell’audience cinematografica, vuoi per l’offerta poco appetitosa e molto standardizzata, vuoi per gli effetti della crisi economica. Trovo molto interessante le esperienze di cinema a più dimensioni, che non vuol dire il cinema 3D, ma pensare al cinema come a un anello di una catena di stimoli culturali che guarda anche fuori dal cinema stesso e che punta ad una dimensione social e partecipata (penso a esperienze come secret cinema http://www.secretcinema.org/ )

  4. Qui c’è un interessante resoconto di un giornalista che ha partecipato a uno di questi eventi (chiamarle proiezioni mi pare un po’ riduttivo). http://www.standard.co.uk/lifestyle/esmagazine/secret-cinema-how-to-get-25000-people-to-pay-50-for-a-film-ticket-without-knowing-what-the-film-is-8390489.html
    Comunque è un meccanismo basato sul passaparola e sulla partecipazione interattiva, per esempio chiedendo agli spettatori di presentarsi con un certo look, portando un certo oggetto etc.
    A me incuriosisce moltissimo, ne ho sentito parlare la prima volta un paio di anni fa. Forse è un po’ estremo, ma non è detto che la formula non potrebbe trovare anche qui qualche estimatore. Comunque è un caso molto interessante di riposizionamento del prodotto cinematografico all’interno dell’industria dell’intrattenimento.

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