Cool Ways To Die

di Gabriele Prosperi

No, non è uno scherzo. Anzi è la cosa più seria che vi possa venire in mente, perché davvero ci sono così tanti modi stupidi per morire! Buttate via i vecchi polpettoni drammatici e dateci la pubblicità progresso della Metro australiana!
Non so chi dobbiamo ringraziare per un oggetto così azzeccato, in grado di parlarci di morte e di farci sorridere, raccontarci storie che, se ci pensate, potrebbero benissimo finire in qualche drammone o giallo televisivo. Bisognerebbe tornare indietro di parecchio.

Il primo che mi viene in mente è Bergman che – mettendo da parte tutte le possibili (e già fatte) riflessioni “saggiose” – con Il settimo sigillo ci mostra il preciso momento in cui chiunque esalerà queste precise parole: «Cavolo, sto per morire!». Ma forse più di Bergman in questo caso dobbiamo ringraziare un ragazzino che oggi non c’è più – se non sulle borse di una metà delle damsiane oggi iscritte a Bologna – l’ormai fu Tim Burton che con Vincent, la Wynona Ryder di Beetlejuice e i più realistici marziani mai visti al cinema dai tempi di Plan 9 from Outer Space, ci ha tirato la morte in faccia come fosse una torta di compleanno.

È così che la morte divertente – prima che convolasse a nozze con Johnny Depp – è passata su qualsiasi canale: dai bellissimi fumetti dei coniglietti suicidi agli spassosissimi animaletti di Happy Tree Friends che schiattano tragicamente a ogni puntata, da Kenny che continua a morire (brutti bastardi!) a tutti i fantasmi che svolazzano nelle serie americane degli ultimi anni. In ognuno di questi casi tutto succede tranne che morire! Cioè, sì che si muore… ma fa tutt’altro che paura. E pensare che, per ironia della sorte, proprio mentre la morte diventava sempre più cool, il sempre meno cool Tim Burton si adagiava tristemente nella bara disneyana (e siamo ancora tutti in lutto).

Com’è giusto che sia, la morte arriva ora in pubblicità – forse un po’ timorosa, attenta a non dar troppo fastidio e perciò in una pubblicità progresso – e ancor più giustamente diventa un fenomeno virale, dal successo planetario. Nel giro di un paio di giornate milioni di spettatori si ritrovano su YouTube a guardare questo video; un’esplosione che ha dovuto sfogarsi su un sito web interattivo tanto bisognava appagare una domanda uscita fuori dal nulla!

Tutti ne parlano, tutti lo guardano; il successo è assicurato e soprattutto Dumb Ways To Die funziona davvero come pubblicità. Chi è pendolare come me non potrà non canticchiare questa canzoncina tornando a casa per le vacanze, soprattutto mentre aspetta il treno sul bordo della linea! Di sicuro si tratta di qualcosa un po’ più umano e sociale di una voce metallica e nazista che ti ordina: “Allontanarsi dalla linea gialla. Allontanarsi dalla linea gialla.”

Dello stesso autore:
La M-Corporation di MTV e l’effetto straniante del “Ma a che punto siamo arrivati?!”

Annunci

3 thoughts on “Cool Ways To Die

  1. Pingback: Miyazaki e Michael J. Fox: l’addio è una questione di brand. Ora spiegatelo a Jack Nicholson. | Fuori Corso

  2. Pingback: R.I.P. – Rest In Promotion: schiattare non ha mai fruttato così tanto | Fuori Corso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...